… and the world will be as one …

Contro i colpevoli delle divisioni fra gli uomini, contro chi nega le libertà individuali in ogni forma, contro chi diffonde i dogmi o altre offese all’intelligenza umana


Papa versus Vendola

Giugno 15th, 2008 · No Comments

Altra pomposa e costosa (per noi) messa del papa. Stavolta è toccato alla Puglia ospitare il pontefice, che non ha mancato di consigliare ai giovani su come affrontare il mondo di oggi. E fra una mistura di fiducia nel bene e nella speranza per superare problemi come quello della disoccupazione (magari bastasse sperare) ha fatto sapere che «il primo servizio della Chiesa è quello di educare al senso sociale, all’attenzione per il prossimo, alla solidarietà e alla condivisione» e che «la Chiesa promuove un’umanità rinnovata e rapporti umani aperti e costruttivi, nel rispetto e nel servizio in primo luogo degli ultimi e dei più deboli».

Parole bellissime, certo. Peccato che siano diventate aria fritta quando ha poi parlato di famiglia, esposta al «convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla». Si riferiva senza mezzi termini al governatore della Puglia Niki Vendola, che è riuscito a far approvare un disegno di legge che estende i servizi sociali alle coppie di fatto, anche omosessuali. Un provvedimento che appunto “promuove rapporti umani aperti e costruttivi” e che rispetta gli “ultimi” e i “più deboli” senza differenza di alcun genere. Ma come è sempre più evidente, le religioni servono a dividere e a categorizzare gli uomini, non certo ad unirli. Ed infatti per il massimo esponente della religione cristiana cattolica i più deboli devono essere tutelati solo e soltanto se si sono uniti in un normale matrimonio, preferibilmente cattolico. La dose viene rincarata quando il carnefice si fa vittima affermando che tali unioni di fatto costituiscono una minaccia per la famiglia! Ma chi ve la tocca sta famiglia! Da dove provenga tale minaccia non si sa. L’”estensione” di un diritto, infatti, non “priva” di quel diritto chi già lo deteneva, ma appunto lo “estende” ad altre categorie. E il fatto può solo farci piacere quando si parla di servizi sociali.

Ma per il sedicente vicario di Cristo in terra evidentemente non è così. Chi nasce (e non “diventa”) omosessuale o semplicemente desidera convivere con il/la partner senza apporre una firma che per tanti motivi si può scegliere liberamente di non apporre, non ha diritto all’assistenzialismo da parte dello Stato. Alla faccia dell’uguaglianza!

Si vuole per forza demonizzare le coppie di fatto. Basterebbe solo leggere attentamente il binomio “di fatto” per comprendere che si parla di coppie a prescindere dai riconoscimenti giuridici. Quando due persone vogliono stare insieme, legate da vincoli affettivi, stanno insieme, punto. E staranno insieme a prescindere dai diritti che gli verranno riconosciuti. E come questo tipo di coppia possa in qualche modo “attaccare” la famiglia tradizionale, non si riesce a capire. Quale minaccia può costituire una coppia, anche omosessuale, che convive liberamente amandosi, senza far del male a nessuno, davvero non trova un motivo. Qualcuno dovrà spiegarcelo prima poi.

Addirittura si scomoda la politica; Luca Volontè dell’Udc afferma che la nuova regolamentazione pugliese è “un colpo mortale alla famiglia tradizionale“mentre Rocco Palese di Fi dice che è “un bluff con il quale il centrosinistra ha sancito l’equiparazione fra famiglia tradizionale, coppie di fatto e convivenze fra gay“. Un orientamento decisamente e marcatamente discriminatorio e diffamante, perchè estendere un diritto è un atto di libertà e non di costrizione. Nessuno ha tolto diritti, privilegi e dignità alla famiglia tradizionale. Si è solo voluto estendere diritti civili a quelle coppie che lo sono “di fatto” e non perchè abbiano firmato un pezzo di carta, e che resterebbero coppie comunque anche se quei diritti non gli venissero riconosciuti.

Per lo stesso Vendola infatti la sua “è una legge d’avanguardia in tutta Italia per tre ragioni. Difende fino in fondo la famiglia, così come protetta dall’articolo 29 della Costituzione; estende i servizi sociali alle coppie di fatto, cioè accetta il principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; ridisegna il sistema dei servizi e mette l’accento non sul bisogno di assistenza, che talvolta rappresenta una sorta di pietas pubblica, ma sui percorsi di autodeterminazione, valorizzando la soggettività“.

Forse è troppo semplice per essere accettato.

Tags: Laicità · Religioni · Diritti Umani · LGBT

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