Urge un intervento del Governo. La situazione è grave, anzi gravissima. Bisogna intervenire subito. Non stiamo parlando del problema caro vita che costringe tantissime famiglie a tirare la cinghia o dei rifiuti campani, stiamo parlando di intercettazioni.
Sì, la grande urgenza sbandierata in questi giorni su tutte le tv è il problema intercettazioni. Problema? come possa un’arma in mano alla Giustizia divenire un problema non è dato saperlo. Ah sì, il problema è la fuga di notizie. Troppo spesso quando c’è una intercettazione che coinvolge qualcuno di importante, questa viene riportata pari pari sui giornali, in palese violazione, innanzitutto morale prima che legislativa, della privacy di quest’ultimo, e soprattutto prima che ne fosse davvero dimostrata la colpevolezza.
Siamo d’accordo. Ma è un errore prendere a pretesto le fughe di notizie per togliere dalle mani degli inquirenti questo fondamentale mezzo di indagine. Infatti, invece di bastonare chi pubblica le intercettazioni, la migliore soluzione che si sta cercando di attuare è quella di impedirle, vietarle, eliminarle. E per quale motivo? Sempre in onore della privacy. I cittadini devono essere liberi di sapere che quando sono al telefono non sono spiati. Bene, analizziamo un po’ il punto.
La privacy è un sacrosanto diritto, e ribadiamolo con forza. Ma anche la Giustizia è un diritto, se non alla pari, ancora più sacrosanto. Ricordiamo ad esempio come il serial killer Donato Bilancia fu acchiappato proprio utilizzando le intercettazioni. Se non ci fossero state, i familiari delle vittime sarebbero ancora cornuti e mazziati, perchè non avrebbero avuto giustizia. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini, punirne l’abuso è un conto, ma eliminarle è criminoso.
Il mio bisogno di privacy si ferma davanti al mio bisogno di giustizia. Se fossi vittima di un reato e mi sentissi dire che le indagini per scovare il colpevole si sono impantanate perchè bisogna garantire la privacy degli indagati, mi sentirei vittima due volte. Mi verrebbe sottratta la libertà e il diritto di essere tutelato. Io sono pronto a cedere un po’ della mia libertà di privacy in cambio di una maggiore libertà di giustizia nei miei confronti. E poi, che la magistratura venga a conoscenza che sto organizzando un viaggio con gli amici, o sto andando a mangiarmi una pizza, o che domani mi aspetta una dura giornata di lavoro, non mi importa. E non mi importerebbe nemmeno se venisse a conoscenza dei miei affari economici, delle mie abitudini sessuali o altro, perchè tutto resterebbe, a rigor di logica, secretato ed utilizzato per i soli fini previsti. Se si vuole intervenire sulla fuga di notizie allora non si può che essere d’accordo. A tutti farebbe arrabbiare vedersi pubblicata una telefonata personale su un quotidiano nazionale ed essere additato come colpevole di un reato ancor prima di subire un processo. Ma da qui a vietare del tutto le intercettazioni c’è di mezzo l’insormontabile montagna costituita dalla garanzia di giustizia dello stato deve darmi.
Vietando le intercettazioni, quindi, si lede uno dei fondamentali diritti del cittadino, la giustizia. Lo Stato che decide di posare le armi. Tutto a vantaggio dei criminali e a discapito dei cittadini onesti.







2 commenti ↓
1 Libero // Giu 10, 2008 at 11:20
“Lo Stato che decide di posare le armi”
Purtroppo sappiamo che se lo Stato posa le armi ad avvantaggiarsene sono proprio i suoi rappresentanti
2 birmano // Giu 11, 2008 at 09:03
col Pacchetto Sicurezza se la prendono con gli stranieri, e dove serve più sicurezza cioè sul controllo dei crimini spianano la strada ai malavitosi. Chi li capisce!
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