Il papa batte cassa. Prima fa una bella sviolinata al Governo Italiano per il nuovo clima di dialogo che si è creato, e poi va al sodo: soldi per le scuole cattoliche.
Premettiamo che il movente della sviolinata è ben diverso da un reale interesse al clima parlamentare. Difatti, il Parlamento ormai è stato svuotato di quelle parti politiche che avevano a cuore le classiche battaglie laiche, e che trovavano nel papa pro tempore il più assiduo oppositore. Abbiamo invero un governo chiaramente filo-vaticano e un’opposizione ancora più cattolica. Perchè stupirsi allora che il papa sia felice dell’attuale situazione?
Ma torniamo al finanziamento statale alle scuole cattoliche. Essendo l’Italia un paese laico (almeno così lascia intendere la Costituzione), non si può istituire alcuna scuola pubblica cattolica. Quindi istituti di questo tipo devono necessariamente nascere su iniziativa privata. E l’articolo 33 della Costituzione dice chiaramente che una siffatta scuola non deve costituire alcun onere per lo Stato.
Compito dello Stato è quello di garantire un’istruzione equa e neutrale. Facile immaginarsi le polemiche in una scuola se gli insegnanti di storiainneggiassero al fascismo piuttosto che al comunismo o viceversa. Stesso ragionamento deve essere posto anche verso qualunque religione. Chi vuole un’educazione che sia di parte, è libero di riceverla, purchè se la paghi, senza pretendere che debba essere compito dello Stato fornirgliela. Perchè a quel punto il tipo di istruzione scelta non è più un diritto, ma una precisa scelta di un particolare servizio o prodotto che sia. E’ come andare in ospedale e pretendere dal servizio pubblico i tipici servizi di lusso di una clinica privata.
Lo Stato è il garante dell’uguaglianza dei cittadini, senza alcuna distinzione. Finanziare le scuole private cattoliche vuol dire discriminare i non cattolici e comunque tutti quelli che decidono di affidarsi ad una scuola pubblica. E’ in più una lesione del principio di laicità sul quale si fonda e una precisa violazione della Costituzione.
In base al Concordato lo Stato già commette la discriminazione di fatto di sobbarcarsi i costi per l’istituzione dell’ora di religione cattolica nelle scuole, con tanto di stipendi dei professori a suo carico. Possibile che ora debba anche abbassarsi a tanto?







2 commenti ↓
1 bla bla // Giu 11, 2008 at 00:14
Pensassero a migliorare le fatiscenti scuole pubbliche invece di regalare soldi alle scuole private riempite di figli di papà.
2 Jean-Claude // Ago 9, 2008 at 20:58
Sarebbe meglio che il maggior sponsor di Prada andasse a “battere” per i viali di Roma…
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