… and the world will be as one …

Contro i colpevoli delle divisioni fra gli uomini, contro chi nega le libertà individuali in ogni forma, contro chi diffonde i dogmi o altre offese all’intelligenza umana


La CEI dà le linee guida al nuovo Governo

Maggio 26th, 2008 · 1 Comment

TG della sera, ore 20.00. Quale sarà la notizia di apertura? Mmm, le nuove misure per l’emergenza clandestini? Nooo! Mmm, il problema rifiuti a Napoli? Nooo! Mmm, la devastazione dei negozi gestiti da extracomunitari? Nooo! Mmm, la storia del ragazzo gay accoltellato dal padre? Nooo!

La prima notizia, quella più importante, è la 58esima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, presieduta dal card. Angelo Bagnasco. Assemblea durante la quale, come sempre, si detta al Governo in carica il tipo di condotta da tenere sui più disparati temi. Eh sì, la CEI si autoproclama supervisore del Governo Italiano, e i telegiornali accettano implicitamente questo sedicente ruolo dandogli anche il debito risalto mediatico. Vedremo se lo accetterà anche il Governo, ma visti i presupposti storici i dubbi sono ben pochi, anche se qualche vana speranza ci sfiora. Il nostro Governo è stato bravissimo nel liquidare le ingerenze di Gheddafi sulla nomina del ministro Calderoli, e altrettanto bravissimo è stato nel ribattere alle esternazioni del governo spagnolo sulla gestione dell’emergenza immigrati. Ma non ci aspettiamo una pari reazione a questa ennesima ingerenza tenuta dai prelati.

Non è strana la volontà della CEI di dettare legge, sono duemila anni che la Chiesa lo fa. E’ strana la riverenza di uno stato alle direttive di un organismo esterno, non previsto dalla Costituzione. Ma tant’è, vediamo un po’ questi preti cosa pretendono, pardon, suggeriscono.

In primo luogo si parla degli immigrati. Per il card. Bagnasco il crescente bisogno di sicurezza, a cui i pubblici poteri devono dare risposte calibrate ed efficaci, non deve chiudere la strada ad una reale integrazione dei cittadini immigrati” e alla creazione di ghetti. Insomma, bisogna trovare quella via di mezzo che ideologicamente esiste ma praticamente no. Dovremmo integrare gli immigrati per dovere di civiltà, ma come integrarli non è dato saperlo visto che il problema lavoro è già tanto sentito da molti giovani italiani che espanderlo anche agli immigrati diverrebbe semplicemente un dramma. La Chiesa risolve il problema facendoli diventare preti, sopperendo in tal modo anche all’irreversibile tendenza in negativo di vocazioni nostrane. Ma come l’Italia debba affrontare il problema è un mistero, forse ci si aspetta la mano della provvidenza. Come se il card. Bagnasco non sapesse che il problema è alla fonte, che queste persone devono essere libere di vivere degnamente nel loro paese d’origine, magari accompagnati da una serie di nozioni sul controllo demografico. Ma sappiamo bene che qui il tasto è dolente, e per tanti motivi.

Poi si passa all’emergenza rifiuti. Anche lui si accorge che c’è un problema gravissimo e urgente, da risolvere con la responsabile collaborazione delle popolazioni. Quindi se ad una famiglia gli piazzano la discarica sotto casa, questa deve collaborare. Eppure, ricordiamo diversi preti manifestare insieme ai cittadini contro l’apertura delle discariche. E comunque, non ci risultano discariche o inceneritori in Vaticano, segno che almeno su questo tema è probabilmente la persona meno titolata a parlare.

Passiamo agli stipendi, alle pensioni e alla difesa del potere d’acquisto. Un argomento che ricorda come Berlusconi, all’epoca del suo precedente mandato, diceva che il Governo nulla poteva sull’aumento dei prezzi, e che non fece nulla sullo spropositato aumento dei costi di case ed affitti. Aumenti per incassare i quali tanti poveri inquilini vengono sistematicamente sfrattati da questi stessi preti e simili che ora parlano di emergenza abitativa. Come al solito, predicano bene, ma razzolano male.

E addirittura si inizia a parlare di morti sul lavoro, pressando affinchè si passi dalle parole ai fatti nel senso della prevenzione. Tutto giusto, è ovvio, ma sentirsi la predica da chi il lavoro non sa neanche dove inizia, che campa a spese dello stato italiano dicendo qualche messa qua e là, ci sembra un po’ troppo.

E come non parlare di bioetica, croce e delizia dei prelati, attaccando come al solito la fecondazione assistita, e il rischio di promuovere una mentalità eugenetica (eugenetica=miglioramento genetico dell’uomo). Anche qui, ovviamente, si vuole dare per scontato che la propria visione etica sia quella giusta, ordinando quindi cautela e prudenza del caso, celando in realtà la palese ambizione affinchè il tema si seppellisca del tutto e non se ne parli più. Tant’è vero che il card. Bagnasco auspica che quanto accennato sull’argomento in campagna elettorale sia una una buona premessa. Ai più corti di memoria ricordiamo che Berlusconi si definì “ararchico” sui temi etici, quindi l’intento vero del cardinale è chiarissimo. Con buona pace per le coppie che sono costrette ad andare all’estero per concepire un figlio che altrimenti nessun dio gli donerebbe.

Si affonda poi sul bullismo, segno di un vuoto dell’anima e di un’implicita richiesta d’aiuto. E se la prende con i media, con il depistaggio rispetto a cio’ che conta, a cio’ che vale, a cio’ che costruisce le persone e le comunità. Insomma, dovremmo vedere in tv la classica famiglia del Mulino Bianco, magari intervallata da opportune lezioni di catechismo, come se non sapesse e non sapessimo che le tv trasmettono, in onore dell’audience, ciò che la gente vuole che si trasmetta, e che le trasmissioni sono lo specchio della società. E che la colpa vera sta nel sistema scolastico che genera ragazzi più attaccati a Uomini e Donne che a Quark. La tecno-fobia, poi, dilaga anche quando il cardinale ci fa sapere come l’era digitale possa portare il piccolo schermo a diventare veicolo di diffusione della pornografia. Orsù, siamo onesti. Quando non c’era il digitale si guardavano pornazzi in cassette VHS, e in assenza di quelle c’erano le riviste specializzate. Qui non si tratta del mezzo, ma del fenomeno. Una cosa è attaccare la pornografia, fenomeno che può essere condiviso o meno, e una cosa è attaccare i mezzi di diffusione, quegli stessi mezzi che trasmettono a tutte le ore dichiarazioni, interventi, messe e prediche del clero. Questo tentativo di demonizzare la tecnologia facendone notare solo i pericoli è del tutto fuori luogo. E comunque ognuno in tv guarda ciò che vuole… o ogni trasmissione tv dovrà iniziare necessariamente con un Rosario o un Gloria Padre?

Tags: Laicità

1 commento ↓

  • 1 Marco // Mag 27, 2008 at 08:58

    E’ proprio vero, l’ingerenza della Chiesa è arrivata a picchi elevatissimi. Ma la cosa che più fa male è l’accettazione “di fatto” del suo ruolo nelle scelte politiche italiane.

Lascia un commento

Esperimenti democratici
BarCamp sulla crisi della democrazia, le iniziative e le nuove forme di partecipazione politica necessarie per contrastarla.
Preti Pedofili... casi isolati?
Un lodevole tentativo di creare un elenco dei casi di pedofilia in cui sono coinvoilti sacerdoti. Un tentativo arduo, viste le note ritrosie della stampa a divulgare certe notizie. Ma almeno riusciamo a capire quanto il fenomeno non sia tanto isolato quanto si vuol far credere.