… and the world will be as one …

Contro i colpevoli delle divisioni fra gli uomini, contro chi nega le libertà individuali in ogni forma, contro chi diffonde i dogmi o altre offese all’intelligenza umana


Morale di Stato sul web?

Giugno 18th, 2008 · Nessun Commento

Il senatore Butti (PdL), membro della commissione per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, propone una legge che preveda la chiusura dei siti internet contenenti materiale pornografico o offensivo del “buon costume”. Il tutto a tutela dei minori.

Queste “norme per la corretta utilizzazione della rete Internet a tutela dei minori” oltre a vietare con pene severissime la pedofilia e la pornografia in genere, prevedono anche una sorta di garante per la morale sul web. E lo fa estendendo detta “morale” ad una gamma più ampia di casi, come i siti della rete Internet i cui contenuti sono palesemente illeciti o offensivi del buon costume o tali da attentare all’ordine pubblico.

Insomma, si vuole imporre una morale di Stato ai siti internet. Siamo d’accordo sulla tutela dei minori, che vanno tutelati da una pornografia asfissiante presente in rete. Ma chi deciderà quali saranno i contenuti “palesemente illeciti o offensivi del buon costume? e in base a quali criteri?

Ad esempio, parlar male del governo sarà reato? Parlar male del Vaticano sarà offensivo al buon costume?

Fonte della notizia e maggiori info qui: Il blog di Daniele Minotti 

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Rinvio delle Class Action

Giugno 18th, 2008 · 1 Commento

Fonte: Repubblica

Rinviata al primo gennaio 2009 l’approvazione della legge sulle class action, dopo essere stata opportunamente rivista sentendo le parti interessate. La decisione è del ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, ma l’idea non è stata sua, ma di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria.

Molto famose per il loro grande successo negli U.S.A., evidentemente le class action fanno paura alle grandi aziende, tanto da chiedere al governo di prender tempo… e il governo glielo dà.

Comunque il ministro Scajola assicura che “il governo è favorevole al provvedimento“, respingendo tutte le accuse delle associazioni dei consumatori, già pronte ad iniziare le cause collettive, e che temono una definitiva dipartita di questa potente arma in mano ai cittadini.

Staremo a vedere.

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Decreto “Intercettazioni”: i commi salva preti

Giugno 17th, 2008 · 2 Commenti

Ora capiamo perchè il papa è contento del nuovo clima politico che si respira! Ecco dei passi del decreto che il Governo è pronto a presentare:

[…]
<<2. Quando l’azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l’informazione è inviata all’autorità ecclesiastica di cui ai comma 2-ter e 2-quarer.»;c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:<2-bis. Il pubblico ministero invia l’informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commi 1 e 2 è stato attestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l’informazione quando è stata applicata nei suoiconfronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all’invio della comunicazione di cui all’articolo 369 del codice.

2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l’ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l’informazione al Cardinale Segretario di Stato.

2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l’informazione all’Ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente»;

[…]

Quindi, un cittadino italiano, che abbia un titolo ecclesiastico, per essere indagato deve esserne data preventivamente notizia allo stato straniero (il Vaticano) per il quale lavora.

Immaginate uno dei tanti casi di accuse di pedofilia verso un sacerdote: cosa farà il suo vescovo quando saprà che sta per essere indagato e magari “intercettato”?

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Papa versus Vendola

Giugno 15th, 2008 · Nessun Commento

Altra pomposa e costosa (per noi) messa del papa. Stavolta è toccato alla Puglia ospitare il pontefice, che non ha mancato di consigliare ai giovani su come affrontare il mondo di oggi. E fra una mistura di fiducia nel bene e nella speranza per superare problemi come quello della disoccupazione (magari bastasse sperare) ha fatto sapere che «il primo servizio della Chiesa è quello di educare al senso sociale, all’attenzione per il prossimo, alla solidarietà e alla condivisione» e che «la Chiesa promuove un’umanità rinnovata e rapporti umani aperti e costruttivi, nel rispetto e nel servizio in primo luogo degli ultimi e dei più deboli».

Parole bellissime, certo. Peccato che siano diventate aria fritta quando ha poi parlato di famiglia, esposta al «convergente attacco di numerose forze che cercano di indebolirla». Si riferiva senza mezzi termini al governatore della Puglia Niki Vendola, che è riuscito a far approvare un disegno di legge che estende i servizi sociali alle coppie di fatto, anche omosessuali. Un provvedimento che appunto “promuove rapporti umani aperti e costruttivi” e che rispetta gli “ultimi” e i “più deboli” senza differenza di alcun genere. Ma come è sempre più evidente, le religioni servono a dividere e a categorizzare gli uomini, non certo ad unirli. Ed infatti per il massimo esponente della religione cristiana cattolica i più deboli devono essere tutelati solo e soltanto se si sono uniti in un normale matrimonio, preferibilmente cattolico. La dose viene rincarata quando il carnefice si fa vittima affermando che tali unioni di fatto costituiscono una minaccia per la famiglia! Ma chi ve la tocca sta famiglia! Da dove provenga tale minaccia non si sa. L’”estensione” di un diritto, infatti, non “priva” di quel diritto chi già lo deteneva, ma appunto lo “estende” ad altre categorie. E il fatto può solo farci piacere quando si parla di servizi sociali.

Ma per il sedicente vicario di Cristo in terra evidentemente non è così. Chi nasce (e non “diventa”) omosessuale o semplicemente desidera convivere con il/la partner senza apporre una firma che per tanti motivi si può scegliere liberamente di non apporre, non ha diritto all’assistenzialismo da parte dello Stato. Alla faccia dell’uguaglianza!

Si vuole per forza demonizzare le coppie di fatto. Basterebbe solo leggere attentamente il binomio “di fatto” per comprendere che si parla di coppie a prescindere dai riconoscimenti giuridici. Quando due persone vogliono stare insieme, legate da vincoli affettivi, stanno insieme, punto. E staranno insieme a prescindere dai diritti che gli verranno riconosciuti. E come questo tipo di coppia possa in qualche modo “attaccare” la famiglia tradizionale, non si riesce a capire. Quale minaccia può costituire una coppia, anche omosessuale, che convive liberamente amandosi, senza far del male a nessuno, davvero non trova un motivo. Qualcuno dovrà spiegarcelo prima poi.

Addirittura si scomoda la politica; Luca Volontè dell’Udc afferma che la nuova regolamentazione pugliese è “un colpo mortale alla famiglia tradizionale“mentre Rocco Palese di Fi dice che è “un bluff con il quale il centrosinistra ha sancito l’equiparazione fra famiglia tradizionale, coppie di fatto e convivenze fra gay“. Un orientamento decisamente e marcatamente discriminatorio e diffamante, perchè estendere un diritto è un atto di libertà e non di costrizione. Nessuno ha tolto diritti, privilegi e dignità alla famiglia tradizionale. Si è solo voluto estendere diritti civili a quelle coppie che lo sono “di fatto” e non perchè abbiano firmato un pezzo di carta, e che resterebbero coppie comunque anche se quei diritti non gli venissero riconosciuti.

Per lo stesso Vendola infatti la sua “è una legge d’avanguardia in tutta Italia per tre ragioni. Difende fino in fondo la famiglia, così come protetta dall’articolo 29 della Costituzione; estende i servizi sociali alle coppie di fatto, cioè accetta il principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; ridisegna il sistema dei servizi e mette l’accento non sul bisogno di assistenza, che talvolta rappresenta una sorta di pietas pubblica, ma sui percorsi di autodeterminazione, valorizzando la soggettività“.

Forse è troppo semplice per essere accettato.

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Intercettazioni della Giustizia

Giugno 10th, 2008 · 2 Commenti

Urge un intervento del Governo. La situazione è grave, anzi gravissima. Bisogna intervenire subito. Non stiamo parlando del problema caro vita che costringe tantissime famiglie a tirare la cinghia o dei rifiuti campani, stiamo parlando di intercettazioni.

Sì, la grande urgenza sbandierata in questi giorni su tutte le tv è il problema intercettazioni. Problema? come possa un’arma in mano alla Giustizia divenire un problema non è dato saperlo. Ah sì, il problema è la fuga di notizie. Troppo spesso quando c’è una intercettazione che coinvolge qualcuno di importante, questa viene riportata pari pari sui giornali, in palese violazione, innanzitutto morale prima che legislativa, della privacy di quest’ultimo, e soprattutto prima che ne fosse davvero dimostrata la colpevolezza.

Siamo d’accordo. Ma è un errore prendere a pretesto le fughe di notizie per togliere dalle mani degli inquirenti questo fondamentale mezzo di indagine. Infatti, invece di bastonare chi pubblica le intercettazioni, la migliore soluzione che si sta cercando di attuare è quella di impedirle, vietarle, eliminarle. E per quale motivo? Sempre in onore della privacy. I cittadini devono essere liberi di sapere che quando sono al telefono non sono spiati. Bene, analizziamo un po’ il punto.

La privacy è un sacrosanto diritto, e ribadiamolo con forza. Ma anche la Giustizia è un diritto, se non alla pari, ancora più sacrosanto. Ricordiamo ad esempio come il serial killer Donato Bilancia fu acchiappato proprio utilizzando le intercettazioni. Se non ci fossero state, i familiari delle vittime sarebbero ancora cornuti e mazziati, perchè non avrebbero avuto giustizia. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per le indagini, punirne l’abuso è un conto, ma eliminarle è criminoso.

Il mio bisogno di privacy si ferma davanti al mio bisogno di giustizia. Se fossi vittima di un reato e mi sentissi dire che le indagini per scovare il colpevole si sono impantanate perchè bisogna garantire la privacy degli indagati, mi sentirei vittima due volte. Mi verrebbe sottratta la libertà e il diritto di essere tutelato. Io sono pronto a cedere un po’ della mia libertà di privacy in cambio di una maggiore libertà di giustizia nei miei confronti. E poi, che la magistratura venga a conoscenza che sto organizzando un viaggio con gli amici, o sto andando a mangiarmi una pizza, o che domani mi aspetta una dura giornata di lavoro, non mi importa. E non mi importerebbe nemmeno se venisse a conoscenza dei miei affari economici, delle mie abitudini sessuali o altro, perchè tutto resterebbe, a rigor di logica, secretato ed utilizzato per i soli fini previsti. Se si vuole intervenire sulla fuga di notizie allora non si può che essere d’accordo. A tutti farebbe arrabbiare vedersi pubblicata una telefonata personale su un quotidiano nazionale ed essere additato come colpevole di un reato ancor prima di subire un processo. Ma da qui a vietare del tutto le intercettazioni c’è di mezzo l’insormontabile montagna costituita dalla garanzia di giustizia dello stato deve darmi.

Vietando le intercettazioni, quindi, si lede uno dei fondamentali diritti del cittadino, la giustizia. Lo Stato che decide di posare le armi. Tutto a vantaggio dei criminali e a discapito dei cittadini onesti.

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L’esorcismo della ragione

Giugno 7th, 2008 · 2 Commenti

La prima serata di RaiTre di venerdì 6 giugno 2008 ci ha offerto una puntata del programma condotto da Corrado Augias, “Enigma”, dal titolo “Le sette sataniche”.

Un viaggio attraverso i pericoli che gli adolescenti, e non solo, corrono subendo il fascino dei culti demoniaci, con gli ovvi esempi dei famosi delitti delle “Bestie di satana” e dell’assassinio di suor Laura Mainetti a Chiavenna.

padre amorthInutile citare l’unanime condanna dei convenuti verso questo tipo di sette. Ma nonostante ciò non è mai trasparita l’idea di assurdità in sè di tali organizzazioni. E non poteva essere altrimenti: ospite illustre della serata era niente poco di meno che il famoso sedicente esorcista Padre Gabriele Amorth.

Ci si è interrogati sui motivi che possano attirare i giovani d’oggi verso le sette, si è parlato di società e di cultura, ma mai di falsi miti. Non si è fatto cenno a chi alimenta il mito di Satana, e cioè quello stesso sedicente esorcista che era in studio.

L’esistenza stessa della Chiesa si è sempre basata sull’esistenza del male. La nozione che ci viene passata è che il male si impersona in una entità che esiste, che c’è ed è fra noi. Una personificazione necessaria per giustificare l’altra personificazione, quella del bene in Dio, quel dio del quale essa si fa sedicente vicaria. Lucifero è stato un ottimo espediente per attirare fedeli e soprattutto per raggiungere il potere. Con la sua figura la Chiesa ha creato un potente nemico del quale si è poi proclamata unica arma per combatterlo. Ha così cavalcato le più manipolabili paure umane, servendosene anche per giustificare organizzazioni come l’Inquisizione e l’Indice.

satanaCome gran parte della sua dottrina, anche Satana non è certo un personaggio originale, o comunque di sua invenzione. Ma facendolo proprio, rendendolo vero e vivo, e trasportandolo fino ai giorni nostri, la Chiesa in un certo modo lo ha aiutato, lo ha diffuso, e ancora oggi lo “pubblicizza”. Chi si affida alle sette sataniche crede di vedere (in maniera ovviamente diversa) quello che Chiesa ed esorcisti credono (o vogliono farci credere) di vedere anch’essi. La differenza è nel modo, non nel merito. Chi si lascia affascinare dalla figura diabolica trova negli esorcisti una prova in più.

Le “possessioni” esistono perchè nella mente dei “posseduti” esiste la figura diabolica dalla quale credono di essere dominati. Così come i santi non appaiono e non fanno miracoli in società che li ignorano, così le famose possessioni sparirebbero se non ci fosse la diffusa convinzione che l’angelo caduto esista. Una mente malata affetta da disturbi psichici non potrebbe alterare concetti non conosciuti. Un matto per antonomasia crede di essere Napoleone, non un personaggio mai esistito.

Il miglior esorcismo è senz’altro quello della ragione: solo liberando la mente da certi condizionamenti culturali ci si può finalmente liberare del demonio, e con lui, delle sette sataniche.

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A Napoli due gay pestati fra l’indifferenza generale

Giugno 7th, 2008 · 2 Commenti

Proprio nel giorno del Gay Pride, a Napoli due ragazzi di 24 e 27 sono stati pestati a sangue da una banda di ragazzi, che gli hanno sferrato calci e pugni, anche in pieno volto, fra l’indifferenza generale dell’affollato vagone della Circumvesuviana sul quale si trovavano.

Notizia che dovrebbe ricordare al ministro Mara Carfagna quanto la sua definizione sul Gay Pride, che risponderebbe solo a “logiche esibizionistiche“, è semplicemente ridicola. L’emergenza omofobia nel nostro Paese è più seria di quel che si crede, e chi fa orecchie da mercante, o chi le ha già fatte, impedendo il varo di una norma anti-omofobia, è complice delle violenze che gli appartenenti al mondo LGBT subiscono.

Attendiamo inoltre la reazione dei napoletani che, così come hanno incendiato i campi rom dai quali proveniva una nomade che aveva tentato di rapire una bimba, assimilando un popolo alla monnezza che alla stessa stregua, in quanto indesiderata e dannosa, viene sempre bruciata, adesso sicuramente incendieranno i treni della circumvesuviana affollati dagli omofobi.

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Il papa batte cassa per le scuole cattoliche

Giugno 6th, 2008 · 1 Commento

Il papa batte cassa. Prima fa una bella sviolinata al Governo Italiano per il nuovo clima di dialogo che si è creato, e poi va al sodo: soldi per le scuole cattoliche.

Premettiamo che il movente della sviolinata è ben diverso da un reale interesse al clima parlamentare. Difatti, il Parlamento ormai è stato svuotato di quelle parti politiche che avevano a cuore le classiche battaglie laiche, e che trovavano nel papa pro tempore il più assiduo oppositore. Abbiamo invero un governo chiaramente filo-vaticano e un’opposizione ancora più cattolica. Perchè stupirsi allora che il papa sia felice dell’attuale situazione?

Ma torniamo al finanziamento statale alle scuole cattoliche. Essendo l’Italia un paese laico (almeno così lascia intendere la Costituzione), non si può istituire alcuna scuola pubblica cattolica. Quindi istituti di questo tipo devono necessariamente nascere su iniziativa privata. E l’articolo 33 della Costituzione dice chiaramente che una siffatta scuola non deve costituire alcun onere per lo Stato.

Compito dello Stato è quello di garantire un’istruzione equa e neutrale. Facile immaginarsi le polemiche in una scuola se gli insegnanti di storiainneggiassero al fascismo piuttosto che al comunismo o viceversa. Stesso ragionamento deve essere posto anche verso qualunque religione. Chi vuole un’educazione che sia di parte, è libero di riceverla, purchè se la paghi, senza pretendere che debba essere compito dello Stato fornirgliela. Perchè a quel punto il tipo di istruzione scelta non è più un diritto, ma una precisa scelta di un particolare servizio o prodotto che sia. E’ come andare in ospedale e pretendere dal servizio pubblico i tipici servizi di lusso di una clinica privata.

Lo Stato è il garante dell’uguaglianza dei cittadini, senza alcuna distinzione. Finanziare le scuole private cattoliche vuol dire discriminare i non cattolici e comunque tutti quelli che decidono di affidarsi ad una scuola pubblica. E’ in più una lesione del principio di laicità sul quale si fonda e una precisa violazione della Costituzione.

In base al Concordato lo Stato già commette la discriminazione di fatto di sobbarcarsi i costi per l’istituzione dell’ora di religione cattolica nelle scuole, con tanto di stipendi dei professori a suo carico. Possibile che ora debba anche abbassarsi a tanto?

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La CEI dà le linee guida al nuovo Governo

Maggio 26th, 2008 · 1 Commento

TG della sera, ore 20.00. Quale sarà la notizia di apertura? Mmm, le nuove misure per l’emergenza clandestini? Nooo! Mmm, il problema rifiuti a Napoli? Nooo! Mmm, la devastazione dei negozi gestiti da extracomunitari? Nooo! Mmm, la storia del ragazzo gay accoltellato dal padre? Nooo!

La prima notizia, quella più importante, è la 58esima assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, presieduta dal card. Angelo Bagnasco. Assemblea durante la quale, come sempre, si detta al Governo in carica il tipo di condotta da tenere sui più disparati temi. Eh sì, la CEI si autoproclama supervisore del Governo Italiano, e i telegiornali accettano implicitamente questo sedicente ruolo dandogli anche il debito risalto mediatico. Vedremo se lo accetterà anche il Governo, ma visti i presupposti storici i dubbi sono ben pochi, anche se qualche vana speranza ci sfiora. Il nostro Governo è stato bravissimo nel liquidare le ingerenze di Gheddafi sulla nomina del ministro Calderoli, e altrettanto bravissimo è stato nel ribattere alle esternazioni del governo spagnolo sulla gestione dell’emergenza immigrati. Ma non ci aspettiamo una pari reazione a questa ennesima ingerenza tenuta dai prelati.

Non è strana la volontà della CEI di dettare legge, sono duemila anni che la Chiesa lo fa. E’ strana la riverenza di uno stato alle direttive di un organismo esterno, non previsto dalla Costituzione. Ma tant’è, vediamo un po’ questi preti cosa pretendono, pardon, suggeriscono.

In primo luogo si parla degli immigrati. Per il card. Bagnasco il crescente bisogno di sicurezza, a cui i pubblici poteri devono dare risposte calibrate ed efficaci, non deve chiudere la strada ad una reale integrazione dei cittadini immigrati” e alla creazione di ghetti. Insomma, bisogna trovare quella via di mezzo che ideologicamente esiste ma praticamente no. Dovremmo integrare gli immigrati per dovere di civiltà, ma come integrarli non è dato saperlo visto che il problema lavoro è già tanto sentito da molti giovani italiani che espanderlo anche agli immigrati diverrebbe semplicemente un dramma. La Chiesa risolve il problema facendoli diventare preti, sopperendo in tal modo anche all’irreversibile tendenza in negativo di vocazioni nostrane. Ma come l’Italia debba affrontare il problema è un mistero, forse ci si aspetta la mano della provvidenza. Come se il card. Bagnasco non sapesse che il problema è alla fonte, che queste persone devono essere libere di vivere degnamente nel loro paese d’origine, magari accompagnati da una serie di nozioni sul controllo demografico. Ma sappiamo bene che qui il tasto è dolente, e per tanti motivi.

Poi si passa all’emergenza rifiuti. Anche lui si accorge che c’è un problema gravissimo e urgente, da risolvere con la responsabile collaborazione delle popolazioni. Quindi se ad una famiglia gli piazzano la discarica sotto casa, questa deve collaborare. Eppure, ricordiamo diversi preti manifestare insieme ai cittadini contro l’apertura delle discariche. E comunque, non ci risultano discariche o inceneritori in Vaticano, segno che almeno su questo tema è probabilmente la persona meno titolata a parlare.

Passiamo agli stipendi, alle pensioni e alla difesa del potere d’acquisto. Un argomento che ricorda come Berlusconi, all’epoca del suo precedente mandato, diceva che il Governo nulla poteva sull’aumento dei prezzi, e che non fece nulla sullo spropositato aumento dei costi di case ed affitti. Aumenti per incassare i quali tanti poveri inquilini vengono sistematicamente sfrattati da questi stessi preti e simili che ora parlano di emergenza abitativa. Come al solito, predicano bene, ma razzolano male.

E addirittura si inizia a parlare di morti sul lavoro, pressando affinchè si passi dalle parole ai fatti nel senso della prevenzione. Tutto giusto, è ovvio, ma sentirsi la predica da chi il lavoro non sa neanche dove inizia, che campa a spese dello stato italiano dicendo qualche messa qua e là, ci sembra un po’ troppo.

E come non parlare di bioetica, croce e delizia dei prelati, attaccando come al solito la fecondazione assistita, e il rischio di promuovere una mentalità eugenetica (eugenetica=miglioramento genetico dell’uomo). Anche qui, ovviamente, si vuole dare per scontato che la propria visione etica sia quella giusta, ordinando quindi cautela e prudenza del caso, celando in realtà la palese ambizione affinchè il tema si seppellisca del tutto e non se ne parli più. Tant’è vero che il card. Bagnasco auspica che quanto accennato sull’argomento in campagna elettorale sia una una buona premessa. Ai più corti di memoria ricordiamo che Berlusconi si definì “ararchico” sui temi etici, quindi l’intento vero del cardinale è chiarissimo. Con buona pace per le coppie che sono costrette ad andare all’estero per concepire un figlio che altrimenti nessun dio gli donerebbe.

Si affonda poi sul bullismo, segno di un vuoto dell’anima e di un’implicita richiesta d’aiuto. E se la prende con i media, con il depistaggio rispetto a cio’ che conta, a cio’ che vale, a cio’ che costruisce le persone e le comunità. Insomma, dovremmo vedere in tv la classica famiglia del Mulino Bianco, magari intervallata da opportune lezioni di catechismo, come se non sapesse e non sapessimo che le tv trasmettono, in onore dell’audience, ciò che la gente vuole che si trasmetta, e che le trasmissioni sono lo specchio della società. E che la colpa vera sta nel sistema scolastico che genera ragazzi più attaccati a Uomini e Donne che a Quark. La tecno-fobia, poi, dilaga anche quando il cardinale ci fa sapere come l’era digitale possa portare il piccolo schermo a diventare veicolo di diffusione della pornografia. Orsù, siamo onesti. Quando non c’era il digitale si guardavano pornazzi in cassette VHS, e in assenza di quelle c’erano le riviste specializzate. Qui non si tratta del mezzo, ma del fenomeno. Una cosa è attaccare la pornografia, fenomeno che può essere condiviso o meno, e una cosa è attaccare i mezzi di diffusione, quegli stessi mezzi che trasmettono a tutte le ore dichiarazioni, interventi, messe e prediche del clero. Questo tentativo di demonizzare la tecnologia facendone notare solo i pericoli è del tutto fuori luogo. E comunque ognuno in tv guarda ciò che vuole… o ogni trasmissione tv dovrà iniziare necessariamente con un Rosario o un Gloria Padre?

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Rifiuti in Campania. Si fa così e basta.

Maggio 26th, 2008 · Nessun Commento

Si fa così e basta. E’ la tanto attesa “soluzione” del Governo promessa in campagna elettorale sul problema rifiuti in Campania. Si fa così e basta. Le discariche sono queste e i rifiuti andranno messi qui. E se provate a dire di no, dovrete vedervela con l’Esercito appositamente schierato.

Non che le amministrazioni locali, comunali, provinciali e regionali, non abbiano colpe, ma una soluzione del genere sarebbe stata capace di tirarla fuori anche il più stupido degli stupidi. Una soluzione che ancora una volta dà il buon servito ai cittadini. Gli stessi cittadini che vedono la loro città afflitta dalla camorra, dal degrado sociale, dalla connivenza fra malavita e politica, e quindi l’incapacità di quest’ultima nel fare gli interessi reali delle persone che rappresenta in virtù degli interessi criminali ormai radicati indissolubilmente nel tessuto sociale. E quindi tocca al Governo farsi carico dei problemi. Ma invece di colpire la politica locale e la criminalità organizzata, si colpisce il cittadino, imponendo la presenza e le decisioni dello Stato.

In circa tre lustri di emergenza rifiuti in Campania, ancora non abbiamo visto lo Stato colpire un solo politico, un solo amministratore delle tante aziende che riversano i veleni abusivamente nel territorio (quante aziende esistono al sud?), un solo criminale, un solo responsabile per l’assenza di impianti di smaltimento e/o di riciclaggio. In compenso abbiamo visto lo Stato colpire a suon di manganello i cittadini che protestavano.

Cornuti e mazziati. Cornuti perchè traditi da quella politica locale che ha preso il legame diretto fra rappresentante e rappresentato e lo ha letteralmente ma purtroppo anche praticamente buttato nella monnezza. E la politica nazionale che non punisce i responsabili del danno, ma i danneggiati.

Se i rappresentanti politici precedenti hanno dimostrato incapacità a gestire il problema rifiuti anche perchè non si riusciva a trovare un accordo con la popolazione locale, la decisione di imporsi sulla volontà popolare è altrettanto sbagliata. In Campania nessuno vuole la discarica vicino casa perchè già si sa che quella discarica chiuderà quando sarà piena fino all’orlo. E una volta chiusa quella monnezza resterà lì per sempre, sotterrata da qualche metro di terra, come chi si copre per pudore, per vergogna. Provate a chiederlo a quelli che hanno costruito casa nei pressi della ex discarica dei Pisani, chiusa e trasformata in maneggio per cavalli. E che un giorno si alzano e affacciandosi alla finestra hanno visto invece degli equini un cumulo di monnezza che cresceva.

Ma si sa, meglio la monnezza nelle discariche che per strada, è ovvio. E che bisognasse trovare una soluzione nell’immediato era scontato. Ma una volta che si è imposta questa soluzione, possiamo avere la speranza che questa volta, almeno, le discariche saranno davvero temporanee? e che il pugno duro serva solo per arginare un problema che ormai c’è e va risolto?

Speriamo. Sono 15 anni che speriamo. Speriamo che i rifiuti in Campania vengano gestiti come in qualsiasi altro posto. E speriamo che finalmente si veda qualche responsabile del problema essere punito per la sua criminosa amministrazione. Perchè siamo stufi di vedere la monnezza materiale nelle discariche e la monnezza politica ancora per strada.

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